
La nuova direttiva sugli appalti pubblici introduce un vantaggio valutativo del 20% sul prezzo per i prodotti che rientrano nella categoria “Made in China” secondo criteri prestabiliti – una misura pensata per rafforzare la manifattura domestica, permettendo al contempo che le imprese a capitale estero (FIEs) insediate in Cina possano continuare a competere ad armi pari.
Punti chiave:
- I prodotti nazionali che soddisfano specifici requisiti di trasformazione e costo possono beneficiare del vantaggio del 20% nell’offerta.
- I pacchetti di acquisto misti sono considerati “Made in China” se almeno l’80% dei prodotti è fabbricato in Cina.
- Requisiti più severi si applicano ai componenti ad alta tecnologia o sensibili per la sicurezza.
- Previsto un periodo di lancio di cinque anni, seguito da una fase di transizione di 3–5 anni per garantire un’applicazione graduale.
Questa politica rafforza la strategia della Cina volta a sostenere uno sviluppo industriale di alta qualità, promuovere l’innovazione nazionale e garantire una partecipazione globale equilibrata nel proprio sistema di procurement.












