India-EU-FTA

India-EU FTA: strategic opportunities

India-EU-FTA

Accordo India-UE: vantaggi strategici

Dopo quasi 20 anni, il 27 gennaio 2026, India e UE hanno concluso le trattative per il loro accordo di libero scambio: il più grande mai siglato da entrambe le parti, che copre un quarto del PIL globale e 2 miliardi di persone.

L’India eliminerà i dazi sul 93% degli export provenienti dall’UE, mentre l’Europa sul 91% di quelli indiani, facendo risparmiare alle aziende europee €4 miliardi l’anno e raddoppiando potenzialmente gli export UE in India entro il 2032.

Vantaggi chiave

  • UE: benefit per prodotti agroalimentari (dazi su vino e liquori scenderanno dal 150% al 75%, e poi al 40%), componenti auto (dazi diminuiranno gradualmente dal 110% al 10%), macchinari, prodotti chimici, farmaceutici e dispositivi medici.
  • India: maggiore accesso per i settori tessile, calzaturiero, farmaceutico e della pesca.

Grazie alle norme di origine attuali e al cumulo bilaterale, le imprese europee potranno costruire catene di fornitura integrate India-UE beneficiando di dazi zero.

L’India aprirà anche il mercato dei servizi:

  • FDI del 100% nel settore assicurativo e 74% in quello bancario
  • Possibilità per le banche europee di aprire fino a 15 filiali nell’arco di 4 anni
  • Maggiore accesso a servizi finanziari, di telecomunicazione e marittimi

L’accordo fornisce un quadro che trasforma l’India in un potenziale hub strategico per operazioni a lungo termine in Asia. L’entrata in vigore ufficiale è prevista per inizio 2027: l’accordo si trova ora in fase di revisione legale, seguiranno l’approvazione del Parlamento europeo e la ratifica dell’India.

Il-dazio-da-3-euro-sui-pacchi-low-value

Il dazio da 3€ sui pacchi low-value: funzionerà la stretta dell’UE?

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Il 12 dicembre 2025, il Consiglio dell’Unione Europea ha concordato l’accelerazione delle misure a contrasto dell’ondata di pacchi di basso valore provenienti da extra-UE, prendendo di mira in modo strategico piattaforme e-Commerce cinesi come Shein e Temu tramite l’introduzione di un dazio fisso di EUR 3 su pacchi di valore inferiore a EUR 150, con entrata in vigore prevista per il 1° luglio 2026.

📦 L’obiettivo è arginare il crescente afflusso di merci a basso costo che entrano nel mercato europeo senza dazi doganali, creando uno svantaggio competitivo per le imprese locali. Tuttavia, una recente iniziativa unilaterale adottata dall’Italia evidenzia i possibili effetti collaterali.

Dal 1° gennaio 2026, l’Italia ha introdotto una tassa di EUR 2 sui pacchi di valore inferiore a EUR 150 provenienti dai Paesi extra-UE. L’effetto è stato immediato: le aziende di e-commerce hanno semplicemente deviate le spedizioni verso Polonia, Germania e altri Stati membri. Di conseguenza, gli hub logistici italiani rischiano di perdere entrate significative, mentre i consumatori continuano a ricevere gli stessi prodotti con ritardi minimi.

⚠️ Il caso italiano mette in luce una vulnerabilità strutturale del nuovo piano europeo. Senza un’applicazione perfettamente coordinata e armonizzata tra tutti i 27 Stati membri, il dazio di EUR 3 rischia di tradursi in un semplice spostamento dei flussi, piuttosto che in una reale riduzione del volume dell’e-commerce cinese. La misura rappresenta un primo passo verso condizioni di concorrenza più eque, ma il suo successo dipenderà dall’unità e dall’efficacia dell’implementazione.

Cooperazione digitale UE–Cina

Cooperazione digitale UE–Cina

Cooperazione digitale UE–Cina

🌏 Cooperazione digitale UE–Cina

CPO & Partners è felice di comunicare la sua partecipazione attiva al prestigioso Site Tour della European Union Chamber of Commerce in China, presso il China Mobile Shanghai Industrial Research Institute e lo Shanghai Mobile New-Quality Productivity Exhibition Hall.

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🤝 La nostra presenza conferma l’impegno a collegare business Italia-Cina, valorizzando i nostri quasi 20 anni a Shanghai per opportunità di infrastruttura digitale compliant ai nostri clienti.

Focus--Decreto-Legislativo-30-dicembre-2025,-n.-211

D.Lgs. 211/2025 – Nuove responsabilità penali e il decreto 231

Focus--Decreto-Legislativo-30-dicembre-2025,-n.-211

Il 9 gennaio 2026 è stato pubblicato il D.Lgs. 30 dicembre 2025, n. 211, in vigore dal 24 gennaio 2026. Attuando la Direttiva UE 2024/1226, trasforma violazioni amministrative delle misure restrittive UE in reati penali con responsabilità enti ex D.Lgs. 231/2001.

  • Nuovi reati Codice Penale (artt. 275-bis e ss.): congelamento fondi, messa a disposizione risorse a designati UE, violazioni autorizzazioni, colpa grave su dual-use. Estensione extraterritoriale ai cittadini italiani all’estero.
  • Responsabilità enti (art. 25-octies.2): sanzioni 1-5% fatturato globale (min. €3-40M), interdittive 1-6 anni. Esimente con Modelli 231 aggiornati, screening CONSIS e protocolli dual-use.
  • Gruppi italiani con WFOE Cina, joint venture e partecipazioni: supply chain cinesi eludono sanzioni Russia (19 pacchetti UE). Responsabilità casa madre per violazioni controllate/partecipate se vi sono poteri di direzione o vantaggio.

Azioni: screening CONSIS, aggiornamento 231, formazione operations Cina.