
Il 12 dicembre 2025, il Consiglio dell’Unione Europea ha concordato l’accelerazione delle misure a contrasto dell’ondata di pacchi di basso valore provenienti da extra-UE, prendendo di mira in modo strategico piattaforme e-Commerce cinesi come Shein e Temu tramite l’introduzione di un dazio fisso di EUR 3 su pacchi di valore inferiore a EUR 150, con entrata in vigore prevista per il 1° luglio 2026.
📦 L’obiettivo è arginare il crescente afflusso di merci a basso costo che entrano nel mercato europeo senza dazi doganali, creando uno svantaggio competitivo per le imprese locali. Tuttavia, una recente iniziativa unilaterale adottata dall’Italia evidenzia i possibili effetti collaterali.
Dal 1° gennaio 2026, l’Italia ha introdotto una tassa di EUR 2 sui pacchi di valore inferiore a EUR 150 provenienti dai Paesi extra-UE. L’effetto è stato immediato: le aziende di e-commerce hanno semplicemente deviate le spedizioni verso Polonia, Germania e altri Stati membri. Di conseguenza, gli hub logistici italiani rischiano di perdere entrate significative, mentre i consumatori continuano a ricevere gli stessi prodotti con ritardi minimi.
⚠️ Il caso italiano mette in luce una vulnerabilità strutturale del nuovo piano europeo. Senza un’applicazione perfettamente coordinata e armonizzata tra tutti i 27 Stati membri, il dazio di EUR 3 rischia di tradursi in un semplice spostamento dei flussi, piuttosto che in una reale riduzione del volume dell’e-commerce cinese. La misura rappresenta un primo passo verso condizioni di concorrenza più eque, ma il suo successo dipenderà dall’unità e dall’efficacia dell’implementazione.






